Stile Arte

18 febbraio 2017

Stile Arte

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Ramona Zordini, quelle splendide lastre dell’amore fossile

Pubblicato da Redazione in Arte Eros, Fotografia, News 18 febbraio 2017

Le immagini e le performance di Ramona Zordini sono splendide, anche se esse rinviano a un erotismo fossile; termine con il quale non identifichiamo una categoria negativa ma, piuttosto, uno stato d’essere, caratterizzato da un’eco geologica. E’ come osservare le danze sessuali tra due ammoniti, trasformate nell’interagire eterno di due grandi corpi fossilizzati; stavano accoppiandosi, durante la sciagure telluriche? E in questi ragazzi e ragazze non c’è pelle, non c’è guizzo; nessuna parola sussurrata, nessun amore, ma il pieno accesso all’anti-eros di De Sade e di Bataille. Il sesso distruttore. Per quanto plastiche e giovanilmente bellissime, le figure maschili e femminili sono inserite in questi acquari dominati dall’anossia; ed è il senso di soffocamento a imperare e a rendere molto difficile che si sviluppi, nell’osservatore, un semplice pensiero erotico. Che diremmo dovessimo vedere donne e uomini iguana? Uomini e donne coccodrillo? Se ragazzi e ragazze si trasformassero in serpenti, in un terrario acquario? I volti restano sott’acqua, oppure ne sono al limite; i corpi avvertono questo punto estremo di collocazione e, anziché colloquiare carnalmente tra loro, pongono una tensione inquietante al termine della danza sessuale, condotta senza interagire con l’altro/a.
Ramona Zordini analizza ciò che lei sente in modo intenso: l’apparir del vero, gli inganni dell’età adulta, i dolori dell’abbandono della condizione infantile – che cita spesso, anche come una nouvelle Alice, lavorando sull’interazione tra disegni a fotografie-. Il suo è un sesso alla Schopenauer. Ramona ci racconta, seppur indirettamente, come sia stata strappata dal prato fiorito della sua primavera infantile, per essere proiettata nell’inquietante mondo della sessualità e della sopraffazione sentimentale. E questa Alice non piange, non si lamenta, non tenta di fuggire perché ha, in sé, una grande dignità e una straordinaria forza espressiva (curuz)