changing time II (1017)

changing time II (1017)

stampa su carta baritata montata su alluminio con cornice nera
tiratura 3/4
dimensione 54×100 cm

Per sapere il prezzo inviare una mail a ramonaphoto.it@gmail.com

 

print on baryta paper mounted on aluminum with black frame
3/4 run
size 54×100 cm

To know the price send an email to ramonaphoto.it@gmail.com

 

La mia ricerca nasce utilizzando il mezzo fotografico, imponendo però fin da subito la necessità di eliminare le delimitazioni spaziali e mentali di opera fotografica quadrata e bidimensionale; Lavoro principalmente sul concetto di mutamento, di trasformazione psico-fisica, attratta più da un divenire scandito e modificato dal tempo che dal processo compiuto. Spesso attrice del mio lavoro, esploro le mie scatole chiuse e tento di scoperchiarle.
Ho iniziato Changing Time quasi per caso. Cercavo di cambiare qualcosa nella mia vita e ho iniziato a parlare di questo soggetto con un mio amico.
Decisi di iniziare scattando delle fotografie di corpi umani usando l’acqua come teatro. Ho cercato di creare qualcosa di nuovo, dando alle immagini una terza dimensione. Ho provato differenti materiali e ho scelto il tessuto elastico perché era la strada migliore per mettere in pratica il mio progetto.
Quindi ho iniziato a cucire sul tessuto elastico con le mie immagini stampate le parti del corpo fuori dall’acqua facendole uscire materialmente.

L’evoluzione fisica proviene da uno stato mentale, il cambiamento della memoria e dello stato emotivo sono fondamentali nella determinazione del sé. Ma, anche quando l’essenza dell’istante nel fluire del tempo sembra essere colta con certezza, ecco che diviene passato e ogni pezzo del puzzle va riposizionato; quest’operazione si conforma in un ciclo interminabile, una ruota decorata da illusioni di cui abbiamo bisogno per non vedere che ogni verità è anche una menzogna a seconda del suo divenire nel tempo, perché siamo sul ciglio del maelstrom e non vogliamo guardare giù.
L’acqua è l’elemento mutevole, il liquido amniotico del mondo, il corpo prende vita in essa e muta per un istante eterno e muto io che mi lascio trasportare in nuove incognite, perché prendano forma.
Nessuno dei miei corpi così è uguale all’altro o al suo prossimo, uno giace sul fondo di una piscina, un altro si adagia su un cuscino per stare più comodo, un altro ancora vive del sangue del suo compagno, ognuno di essi è la conseguenza del mutamento del proprio microcosmo in relazione con gli altri e con il mio.

 

My research is born using the photographic medium, imposing however immediately the need to eliminate the spatial and mental delimitation of square and two-dimensional photographic work; I work mainly on the concept of change, of psycho-physical transformation, attracted more by a process that has been scanned and modified by time than by the completed process. Often an actress of my work, I explore my closed boxes and try to uncover them.
I started Changing Time almost by accident. I was trying to change something in my life and I started talking about this subject with a friend of mine.
I decided to start by taking photographs of human bodies using water as a theater. I tried to create something new, giving the images a third dimension. I tried different materials and chose the elastic fabric because it was the best way to put my project into practice.
So I started sewing on the elastic fabric with my images printed the body parts out of the water making them come out materially.

Physical evolution comes from a mental state, the change of memory and the emotional state are fundamental in the determination of the self. But even when the essence of the instant in the flow of time seems to be grasped with certainty, here it becomes the past and each piece of the puzzle must be repositioned; this operation conforms in an interminable cycle, a wheel decorated with illusions we need not to see that every truth is also a lie depending on its becoming in time, because we are on the edge of the maelstrom and we do not want to look down.
Water is the changeable element, the amniotic liquid of the world, the body comes to life in it and changes for an eternal and silent moment that I let myself carry in new unknowns, because they take shape.
None of my bodies is the same as the other or his neighbor, one lies at the bottom of a pool, another lies on a pillow to be more comfortable, another lives on the blood of his companion, each of them is the consequence of the change of its microcosm in relation with others and with mine.