changing time II

changing time II

stampa su carta fotografica professionale
tiratura 4/15
dimensione 18×27

La mia ricerca nasce utilizzando il mezzo fotografico, imponendo però fin da subito la necessità di eliminare le delimitazioni spaziali e mentali di opera fotografica quadrata e bidimensionale; Lavoro principalmente sul concetto di mutamento, di trasformazione psico-fisica, attratta più da un divenire scandito e modificato dal tempo che dal processo compiuto. Spesso attrice del mio lavoro, esploro le mie scatole chiuse e tento di scoperchiarle.
Ho iniziato Changing Time quasi per caso. Cercavo di cambiare qualcosa nella mia vita e ho iniziato a parlare di questo soggetto con un mio amico.
Decisi di iniziare scattando delle fotografie di corpi umani usando l’acqua come teatro. Ho cercato di creare qualcosa di nuovo, dando alle immagini una terza dimensione. Ho provato differenti materiali e ho scelto il tessuto elastico perché era la strada migliore per mettere in pratica il mio progetto.
Quindi ho iniziato a cucire sul tessuto elastico con le mie immagini stampate le parti del corpo fuori dall’acqua facendole uscire materialmente.

L’evoluzione fisica proviene da uno stato mentale, il cambiamento della memoria e dello stato emotivo sono fondamentali nella determinazione del sé. Ma, anche quando l’essenza dell’istante nel fluire del tempo sembra essere colta con certezza, ecco che diviene passato e ogni pezzo del puzzle va riposizionato; quest’operazione si conforma in un ciclo interminabile, una ruota decorata da illusioni di cui abbiamo bisogno per non vedere che ogni verità è anche una menzogna a seconda del suo divenire nel tempo, perché siamo sul ciglio del maelstrom e non vogliamo guardare giù.
L’acqua è l’elemento mutevole, il liquido amniotico del mondo, il corpo prende vita in essa e muta per un istante eterno e muto io che mi lascio trasportare in nuove incognite, perché prendano forma.
Nessuno dei miei corpi così è uguale all’altro o al suo prossimo, uno giace sul fondo di una piscina, un altro si adagia su un cuscino per stare più comodo, un altro ancora vive del sangue del suo compagno, ognuno di essi è la conseguenza del mutamento del proprio microcosmo in relazione con gli altri e con il mio.